Escursione alle Rive Rosse Biellesi
Sabato 24 aprile è stata effettuata l'escursione alle Rive Rosse biellesi.
Le Rive Rosse sono una vasta zona collinare del Biellese orientale, situate grosso modo tra la bassa valle del Sessera e la pianura e tra il Sesia e la Strona biellese. Le caratteristiche del paesaggio ricordano ambienti di tipo mediterraneo, con un susseguirsi di valli e creste collinari in parte coperte di vegetazione ed in parte nude e dilavate dalle piogge, con formazione di tipici calanchi di colore rosso o rosato dovuto alla particolare composizione del substrato, costituito da argille miste a sabbia e breccia di porfido.
E’ un ambiente selvaggio dove è facile avvistare uccelli rapaci, tra cui il biancone che vi nidifica.
L’itinerario proposto non presenta difficoltà tecniche per gli escursionisti e si snoda lungo una pista tagliafuoco che corre sulla cresta di una catena di colline. Gli scorci panoramici sono garantiti e si prestano a proficue osservazioni col binocolo.
Si parte dalla deliziosa frazione di Casa del Bosco, posta tra Lozzolo e Roasio, dove, aggirata la chiesa, ci si incammina sulla pista che sale verso le colline.
Come punto di convergenza per i partecipanti è stata individuata la piazza della chiesa di Carpignano Sesia, alle ore 8.00.
Da qui, tutti insieme ci si è avviati verso Gattinara e Casa del Bosco.
Il rientro nel pomeriggio.

IL RESOCONTO DELLA GIORNATA di Mario Campanini
L’escursione alle Rive Rosse di sabato 24 aprile prende avvio sotto il pesante fardello di una precisa richiesta di Nunzia: “vogliamo vedere la cicogna nera!”. Una cosina da niente, capite?
Comunque si parte puntuali, seguendo un sentiero sul quale è impossibile sbagliarsi e vale anche per chi è riuscito a perdersi nella megalopoli di Bracchio.
Casa del Bosco è un piccolo borgo delizioso, circondato da vigneti, frutteti, valloni e colline.
Poche decine di metri e ci si imbatte già in qualcosa di interessante: una coppia di picchi rossi minori. Il maschio si è esibito da solo, subito dopo, proprio sopra le nostre teste. Il percorso si snoda in un ambiente molto bello e vario, che ricorda quello mediterraneo e lascia subito trapelare le due caratteristiche fisiche che impongono la loro legge sull’habitat che stiamo osservando: la siccità stagionale ed il caldo. Gli specialisti lo definirebbero ambiente xero-termico.
Man mano che si sale cresce la speranza di osservare i rapaci. Nell’attesa ecco lo zigolo nero, anch’esso in vena di esibizionismo, ed i prispoloni, famosi per essere riconoscibili dalla lunghezza dell’unghia del dito posteriore (abbiamo, nel gruppo, degli specialisti dalla vista telescopica...). Altre presenze, invisibili ma udibili, tengono compagnia agli speranzosi birders. Parlo del cuculo, del picchio verde e di un altro misterioso zuffolatore che da qualche anno allieta con il suo canto gli ambienti boschivi, ma che non c’è verso di riconoscere.
Nessuno siamo perfetti, commenterebbe Dante sui limiti dei birdwatchers, infatti non si riesce ad attribuire un nome al cantore delle chiome che rimane, pertanto, un intrigante mistero. In verità qualcuno ha azzardato il nome della tottavilla, ma la diagnosi si è presto rivelata errata dopo che una vera tottavilla si è esibita con le sue ben note doti canore.
Intanto il gruppo è salito di quota e non tralascia di osservare altre peculiarità naturalistiche, come la fioritura della poligala, del pero corvino e del farinaccio. Oppure la differenza tra il pino silvestre ed il pino nero o la presenza dei cosiddetti relitti glaciali, veri e propri ospiti fuori quota, retaggio delle antiche glaciazioni, quali il mirtillo e la betulla.
Il gruppo, ad un certo punto, viene distratto dalla presenza di una strana farfalla che presenta ali in parte colorate ed in parte trasparenti. Foto, commenti, ipotesi, ma nessuno sa come si chiama anzi, i più non l’hanno mai vista. Un altro mistero da risolvere ed in effetti la ricerca successiva svela un colpo di scena: non è una farfalla, ma un Neurottero ascalafide. Tié!
La truppa però comincia a rumoreggiare: ed i rapaci? Il capo escursione è in lieve imbarazzo: aveva promesso rapaci a iosa e invece...
Ma la fortuna finalmente volge su di noi il suo sguardo benevolo ed il capo escursione è salvato da una coppia di sparvieri in volo territoriale e di parata. La luce è buona e i due splendidi uccelli si lasciano osservare molto bene. Questo, però, è solo il preludio al colpo di scena.
Non passano che dieci minuti quando viene avvistato un grosso uccello che plana verso di noi. Incredibile: è una cicogna nera! Splendida e ben illuminata dai raggi del sole ci oltrepassa verso la vallata ed inizia a volteggiare in termica. Subito dopo è raggiunta dal compagno (o compagna) che gli arriva da sopra ed insieme cominciano ad effettuare un bellissimo volo di parata, con i colli leggermente flessi e le teste puntate verso l’alto. Ce le godiamo al binocolo per un buon quarto d’ora, finché si allontanano verso Lozzolo.
Siamo senza parole per l’emozione. Che la Nunzia abbia doti divinatorie, come gli antichi àuguri etruschi?
Bene, dopo questo spettacolo, che da solo vale il biglietto, l’escursione prosegue con avvistamenti di poiane e una splendida coppia di cince dal ciuffo. Nel pomeriggio, dopo un lauto spuntino, inizia la discesa sotto un sole sempre più martellante ma, del resto, è o non è un ambiente xero-termico?
Uniche note di rilievo durante il ritorno, la riapparizione di una cicogna nera, dei prispoloni sui pali della vigna ed una veloce planata di un biancone indaffarato.
Alla fine tutti soddisfatti, direi. Anche se la Nunzia ha buttato lì con indifferenza un: “...ma non abbiamo ancora visto un falco pellegrino...”
Sarà il prossimo, statene certi.
LE SPECIE OSSERVATE
Balestruccio >10
Biancone 1
Capinera
Cicogna bianca 6 (a Rovasenda)
CICOGNA NERA 2
Cincia dal ciuffo 2
Cinciallegra >5
Codirosso spazzacamino 2
Colombaccio 4
Cuculo >3
Finguello >10
Luì piccolo >5
Merlo 2
Picchio rosso minore 2
Picchio verde 1
Poiana >4
Prispolone 2
Rondine >10
Rondone comune >20
Sparviere 2
Tortora dal collare 1 a Gattinara
Tortora selvatica 1
Tottavilla 1
Zigolo nero 1