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Colle di San Nazzaro alla Costa

Caratteristiche generali delle aree

L’area del Colle di San Nazzaro ha la superficie di circa 6 ettari e gravita attorno al Cimitero. E’ rappresentata da un tutt’uno composto dal Parco di Via Bainsizza/Via Cernaia, dal Parco dei Ciliegi in Fiore (attorno al Cimitero), dal Parco della Rimembranza di San Nazzaro alla Costa, dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale e ricco di esemplari ottuagenari di Libocedrus decurrens,  e dal Parco di Celle Beccari  lungo Via San Bernardino da Siena e dietro al cimitero, di più recente realizzazione, dall’aspetto collinare, ricco di spazi aperti e caratterizzato dalla presenza di un laghetto.


Come raggiungerle

La si raggiunge da Viale Curtatone; si può lasciare l’auto nel parcheggio del Cimitero. Altro comodo posteggio è il piazzale davanti alla Chiesa di San Nazzaro alla Costa.


Specie osservabili

L’area del Cimitero/Colle di San Nazzaro, di realizzazione relativamente recente, consente l’osservazione dell’onnipresente Merlo, della Cinciallegra, della Cinciarella, in inverno di Pettirosso e Cincia mora. Molto numerosi Verdoni e Fringuelli. Negli inverni più nevosi, quali ad esempio quello del 2008/2009, si possono osservare anche specie meno consuete, quali Zigolo nero e Zigolo muciatto. Frequente anche l’incontro con lo Sparviere. In primavera pressoché immancabile è il canto di Cardellino e Verzellino, oltre che dei già citati Fringuello e Verdone; quando ha i piccoli nel nido anche il Codirosso è facilmente osservabile nella sua incessante spola tra nido e territorio di caccia.

Altri motivi d'interesse

Sicuramente consigliabile è la visita alla Chiesa di San Nazzaro alla Costa. Costruita tra il 1441 e il 1470 sull'impianto di un oratorio delle Clarisse documentato già nel XII secolo, fu oggetto di ampliamenti fino al 1520. In quegli anni si aggiunsero le tre cappelle di destra. Di particolare interesse sono gli affreschi di gusto tardo-gotico e rinascimentale raffiguranti la Crocifissione (nel coro), i Simboli dei Quattro Evangelisti (sulla volta) e i Santi (nella prima cappella). Un accento particolare va posto sull'Annunciazione della fine del XV secolo, recentemente emersa dopo accurati lavori di restauro e probabilmente riconducibile alla mano di Bernardino Zenale. L'annessa Abbazia, già citata in documenti del 1124, venne rimaneggiata per volere di San Bernardino da Siena e resturata in questo secolo; pregevoli sono i due chiostri.

Visitabile su richiesta è il Museo del Risorgimento, sito sul lato destro della chiesa, che dal 1965 espone armi e reperti provenienti dai luoghi della battaglia avvenuta il 23 marzo 1849 fra le truppe piemontesi e quelle austriache.