Risaie di Proh
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Caratteristiche generali dell'area
Si tratta di una estesa superficie pianeggiante coltivata a riso, posta a ridosso della propaggine meridionale della morena che, da nord verso sud, si incunea come una lingua nella pianura, esaurendosi, appunto, a ridosso della frazione di Proh. L’area è grosso modo delimitata verso est dalle cascine Solarolo e Vittorio Veneto, verso sud dalla cascina dell’Orologio e, verso ovest, dalla SS 299 Briona-Novara.
Alcuni corsi d’acqua scorrono tra le risaie, modificando la regolare geometria dei loro argini. Degni di menzione la Roggia Mora, che deriva acque dal Sesia convogliandole verso il bacino del Ticino, e la fontana Oriace.
Come raggiungerla
Da Novara si deve percorrere la SS 299 della Valsesia fino alla rotonda di Proh. A Proh si può lasciare la macchina e girare a piedi o in bicicletta tra le strade vicinali e gli argini oppure utilizzare ancora la macchina come capanno ambulante. Per chi viene dal milanese o dal torinese conviene arrivare in autostrada sulla TO-MI fino al casello di Novara ovest, che si trova proprio a ridosso della SS 299, e quindi procedere come sopra.
Si può raggiungere la zona anche da est, provenendo dal lago Maggiore o dalla Lombardia, e raggiungendo Oleggio. Da qui proseguire per Momo fino al semaforo in centro paese (non si può sbagliare, c’è solo quello). Al semaforo proseguire diritto in direzione Agnellengo. Oltrepassato Agnellengo non si lascia più la strada che raggiungerà, dopo pochi km, Proh e le sue risaie.
Specie osservabili
Tra le specie nidificanti in questi ambienti si annoverano il Cavaliere d’Italia, la Gallinella d’acqua e la Pavoncella mentre le nove specie di Ardeidi possono essere osservate in alimentazione sui campi di riso. I filari di Pioppo ai margini delle risaie ospitano il Rigogolo e i Rapaci, come il Falco di palude, la Poiana, il Falco pellegrino ed il Lodolaio. Piccoli numeri di Sterne possono essere occasionalmente osservati. In inverno, con le risaie in asciutta, gli uccelli che frequentano questi ambienti sono pochi. Comunque, i Rapaci possono ancora essere incontrati come l’Albanella reale, lo Sparviere ed il Falco pellegrino che trascorrono l’inverno in queste zone. In alcuni anni, buoni stormi misti di Fringuello, Peppola e Migliarino di palude possono essere osservati insieme anche ad altre specie tra cui il Fanello, piccoli gruppetti di Turdidi ed occasionalmente l’Averla maggiore. Agli individui residenti di Ardeidi si aggiungono buoni numeri di individui svernanti, particolarmente di Airone bianco maggiore. Oltre ad essi può essere facilmente osservato in questo periodo il Gufo comune.
Nei periodi di migrazione, elevate concentrazioni di Limicoli (Piro piro boschereccio, Piro piro culbianco, Pantana, Combattente, Totano moro e Gambecchi) e di Cutrettole utilizzano questi territori come siti di sosta temporanea.
I Rapaci migratori come il Falco pecchiaolo, il Biancone ed il Falco cuculo passano sorvolando queste aree, mentre la Quaglia e i piccoli passeriformi, tra cui l’Averla capirossa e i Silvidi, possono essere osservati in sosta ed alimentazione tra i margini e nei campi di riso.
Tra le specie già elencate aggiungere la ormai consolidata nidificazione dei cavalieri d’Italia (circa 15/20 coppie) e la numerosa colonia di folaghe, anch’esse nidificanti con circa 50 coppie.