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Bosco della Scimbla

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Caratteristiche generali dell'area (*)

In questa zona spesso il bosco si apre e lascia spazio a radure gerbide, originate da vecchi bracci di fiume abbandonati; si tratta di un habitat di limitata estensione ma di notevole interesse, costituito da suoli pietrosi e sassosi carenti di sostanza organica e colonizzati da una flora pioniera e xerofita capace di vivere su terreni poveri e notevolmente drenati. La loro composizione vegetale, pur mantenendo molti aspetti comuni, può variare, da zona a zona, in relazione all’evoluzione raggiunta.
Nella parte ad habitat forestale vetusto, completata dai popolamenti erboso-cespugliosi di radura, che si trovano nelle immediate vicinanze del bosco, è venuta a crearsi una diversificazione vegetazionale particolarmente interessante per l’avifauna.
Nel bosco esiste un importante fontanile, la Fontana della Scimbla (detta anche Scimla o Sibla). L’acqua pulita che scorre in questa fontana, e nelle altre del territorio di Carpignano, crea una serie di microambienti che consentono lo sviluppo di una prosperosa vita acquatica.

Come raggiungerla

A Carpignano si imbocca Via Pietro Micca (la strada che parte dal parco della Baraggia, famoso per la storica locomotiva lì parcheggiata). Si prosegue verso nord costeggiando per un tratto la roggia Busca; alle ultime case dell’abitato si incontra un primo bivio: si continua sempre diritto, oltrepassando il canale diramatore e i ruderi di villa Ajmone.  Al successivo bivio si prende a sinistra sino alla deviazione per il Parco della Fontana: si è così giunti alla Scimbla. Da questa area parte un interessante, soprattutto per la varietà di specie vegetali, percorso verso sud che porta in 15 minuti al Bosco dei Preti.

Specie osservabili (**)

Questo habitat forestale vetusto, unito ai popolamenti erboso-cespugliosi di radura, che si trovano nelle immediate vicinanze del bosco, creano una diversificazione vegetazionale molto appetibile per l’avifauna, ospitando una importante schiera di uccelli, che comprende specie tra le più rarefatte e localizzate della nostra pianura.
Ad esempio i querceti vetusti misti a tiglio, castagni e ontani neri albergano una vasta gamma di uccelli forestali, tipici dei boschi di caducifoglie che hanno raggiunto il climax, cioè una condizione di stabilità. Troviamo Allocco (Strix aluco), Capinera (Sylvia atricapilla), Cincia bigia (Parus palustris), Cinciarella (Parus caeruleus), Colombaccio (Columba palumbus), Fringuello (Fringilla coelebs), Ghiandaia (Garrulus glandarius), Luì piccolo (Phylloscopus collybita), Picchio rosso maggiore (Picoides major), Picchio rosso minore (Picoides minor), poiana (Buteo buteo), Rigogolo (Oriolus oriolus). Tra queste, Luì piccolo e Fringuello raggiungono in tale località i loro limiti minimi altitudinali come nidificanti in provincia di Novara, mentre Cincia bigia, Cinciarella, Picchio rosso minore, Poiana e Rigogolo, si fanno sempre più rari in pianura per la mancanza di vecchi boschi.
Nei saliceti, nei boschi di robinia e nelle fasce boschive cotonali vivono uccelli che amano i boschi ariosi a contatto con le radure, dove spesso si trasferiscono a terra per cercare il cibo. Sono: Canapino (Hippolais poliglotta), Cinciallegra (Parus major), Codibugnolo (Aegithalos caudatus), Cuculo (Cuculus canorus), Gufo comune (Asio otus), Lodolaio (Falco subbuteo), Merlo (Turdus merula), Picchio verde (Picus viridis), Tortora (Streptopelia turtur), Zigolo giallo (Emberiza citrinella).
Nelle vaste aride radure erbose, ricche di macchie di spinosi arbusteti, si rinvengono specie steppicole legate agli ambienti aperti. Le più significative sono l’Allodola (Alauda arvensis), l’Averla piccola (Lanius collurio), il Cardellino (Carduelis carduelis), la Cornacchia (Corvus corone cornix), il Gheppio (Falco tinnunculus), la Sterpazzola (Sylvia communis), il Torcicollo (Jinx torquilla), il Verdone (Carduelis chloris). A stretto contatto delle acque del fiume Sesia nidificano sulle ampie distese di ghiaia prospicienti le località boschive in esame la Ballerina bianca (Motacilla alba), il Corriere piccolo (Charadrius dubius), il Fraticello (Sterna albifrons) e la Rondine di mare (Sterna hirundo). Proprio di fronte il Bosco dei Preti un’isola sabbiosa ospita la colonia di Rondine di mare più fiorente della pianura novaro-vercellese, con una quindicina di coppie nidificanti (1996 e 1997).
Non solo durante la stagione riproduttiva gli uccelli colonizzano il comprensorio forestale di Carpignano Sesia. Anche in inverno si possono contattare svariate specie giunte qui dal Nord Europa o dalle Alpi a svernare. Ricordo la Beccaccia (Scolopax rusticola), la Cesena (Turdus pilaris), IL Lucherino (Carduelis spinus), il Migliarino di palude (Emberiza schoenichlus), la Passera scopaiola (Prunella modularis), il Pettirosso (Erithacus rubecula), la Peppola (Fringilla montifringilla), il Regolo (Regulus regulus), lo Sparviere (Accipiter nisus), lo Scricciolo (Troglodytes troglodytes), il Tordo sassello (Turdus iliacus), il Verzellino (Serinus serinus), lo Zigolo muciatto (Emberiza cia).
Il fiume Sesia rappresenta un’importante via naturale seguita da un nutrito numero di uccelli migratori. Così nell’ambiente di golena tra Carpignano e Ghislarengo si concentrano in autunno ed in primavera molte specie che fanno scalo per rifocillarsi.
Svariate anatre di superficie come Alzavola (Anas crecca), Codone (Anas acuta), Fischione (Anas penelope), Germano reale (Anas platyrhynchos) e Marzaiola (Anas querquedula); anche Moriglioni (Aythya ferina), Svassi piccoli (Podiceps nigricollis), Tuffetti (Podiceps ruficollis) e Cormorani (Phalacrocorax carbo). L’asta fluviale attira anche rapaci come: Falco pescatore (Pandion pandion), Falco di palude (Circus aeruginosus), Nibbio bruno (Milvus migrans), ma soprattutto Falchi cuculi (Falco vespertinus), abbondanti in maggio (non è raro vederne anche venti insieme, cacciare insetti a pelo d’acqua).
I boschi accolgono migratori artici e mitteleuropei come Luì grosso (Phylloscopus trochilus) e Balie nere (Ficedula hypoleuca), ma anche migratori alpini come il Fiorrancino (Regulus ignicapillus).
Insomma il complesso boschivo del Bosco dei Lupi e del Bosco dei Preti di Carpignano Sesia, con i relativi ambienti golenali del fiume Sesia, sono un vero paradiso per gli uccelli che vivono o transitano sulla pianura padana occidentale. Per questo deve essere ad ogni costo preservato così come lo vediamo ora, pena la perdita di uno dei siti più strategici, insieme  a tutto il basso corso del Sesia, per la tutela del nostro patrimonio ornitologico.

Periodi consigliati per il birdwatching

In qualsiasi periodo dell’anno è possibile praticare un proficuo birdwatching.

Curiosità

Alla fine del XIX secolo il territorio di Carpignano, essendo così ricco di risorse acquifere pure, fu scelto per la realizzazione delle fonti dell’acquedotto della città di Novara. Il prelievo d’acqua fu realizzato mediante opere di presa in località Maione, carrera e Panigà; qui vi è ancora una prima camera di raccolta delle acque che proseguono sino a Novara mediante condutture sotterranee.

 (*) Testo tratto dalla pubblicazione “L’ambiente naturale lungo il corso medio del fiume Sesia” –  Edito dal WWF Gruppo locale di Carpignano Sesia e dal Comune di Carpignano Sesia – 1998.

 (**) Testo di Lucio Bordignon tratto dalla pubblicazione “L’ambiente naturale lungo il corso medio del fiume Sesia” –  Edito dal WWF Gruppo locale di Carpignano Sesia e dal Comune di Carpignano Sesia – 1998.