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Bosco e Fontana dei Lupi

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Caratteristiche generali dell'area

Il fiume Sesia rappresenta con i suoi boschi riparali una delle aste fluviali meglio boscate di tutto il Piemonte padano.
Su entrambe le sponde vegeta una bella foresta, che partendo dal querce-carpineto si sviluppa con vari stadi verso il saliceto.
La presenza massiva del bosco, scomparso quasi ovunque in pianura per far posto ad una agricoltura sempre più invadente , attira una nutrita schiera di uccelli. Se a questo uniamo anche il fatto che lungo il Sesia si sviluppano anche radure erbose naturali, spesso compenetrate da cespugli, comprendiamo come l’ambiente ripario del fiume rappresenti un’isola di salvezza per gli uccelli amanti degli ambienti arborei ed arbustivi che vivono in pianura e che trovano rare opportunità di riprodursi a motivo della scarsità di siti idonei.
Il Bosco dei Lupi e il Bosco dei Preti di Carpignano Sesia restano un esempio di foresta golenale più estesa e meglio conservata di tutto il distretto planiziale piemontese.
Il fato che quest’area boschiva sia sopravvissuta alla generalizzata bonifica agricola lo si deve al gestore, il Comune di Carpignano Sesia, che ne ha parsimoniosamente custodito il valore nel tempo. I boschi sono infatti ricchi di esemplari annosi ed imponenti. Sono ricchi altresì di un folto sottobosco.

Come raggiungerla

Dalla strada provinciale per Ghislarengo subito dopo la roggia Biraga  e poco prima del ponte sul fiume Sesia si prende a sinistra e si percorre la sterrata laterale della Fontana Impero in direzione del campo di tiro a volo. Immediatamente dopo il sottopassaggio della ferrovia Biella-Novara si prende nuovamente a sinistra lasciando a destra il gerbido occupato dal campo di tiro a volo. Dopo circa 400 metri si arriva alla testa della Fontana dei Lupi attraversando un venerando bosco di farnie e tigli. Subito dopo si raggiunge l’argine del fiume Sesia. E possibile proseguire in direzione sud raggiungendo dopo circa 1 km la cascina Valtoppa di Sillavengo. Il bosco termina poco prima della cascina.

Specie osservabili

Questo habitat forestale vetusto, unito ai popolamenti erboso-cespugliosi di radura, che si trovano nelle immediate vicinanze del bosco, creano una diversificazione vegetazionale molto appetibile per l’avifauna, ospitando una importante schiera di uccelli, che comprende specie tra le più rarefatte e localizzate della nostra pianura.
Ad esempio i querceti vetusti misti a tiglio, castagni e ontani neri albergano una vasta gamma di uccelli forestali, tipici dei boschi di caducifoglie che hanno raggiunto il climax, cioè una condizione di stabilità. Troviamo Allocco (Strix aluco), Capinera (Sylvia atricapilla), Cincia bigia (Parus palustris), Cinciarella (Parus caeruleus), Colombaccio (Columba palumbus), Fringuello (Fringilla coelebs), Ghiandaia (Garrulus glandarius), Luì piccolo (Phylloscopus collybita), Picchio rosso maggiore (Picoides major), Picchio rosso minore (Picoides minor), poiana (Buteo buteo), Rigogolo (Oriolus oriolus). Tra queste, Luì piccolo e Fringuello raggiungono in tale località i loro limiti minimi altitudinali come nidificanti in provincia di Novara, mentre Cincia bigia, Cinciarella, Picchio rosso minore, Poiana e Rigogolo, si fanno sempre più rari in pianura per la mancanza di vecchi boschi.
Nei saliceti, nei boschi di robinia e nelle fasce boschive cotonali vivono uccelli che amano i boschi ariosi a contatto con le radure, dove spesso si trasferiscono a terra per cercare il cibo. Sono: Canapino (Hippolais poliglotta), Cinciallegra (Parus major), Codibugnolo (Aegithalos caudatus), Cuculo (Cuculus canorus), Gufo comune (Asio otus), Lodolaio (Falco subbuteo), Merlo (Turdus merula), Picchio verde (Picus viridis), Tortora (Streptopelia turtur), Zigolo giallo (Emberiza citrinella).
Nelle vaste aride radure erbose, ricche di macchie di spinosi arbusteti, si rinvengono specie steppicole legate agli ambienti aperti. Le più significative sono l’Allodola (Alauda arvensis), l’Averla piccola (Lanius collurio), il Cardellino (Carduelis carduelis), la Cornacchia (Corvus corone cornix), il Gheppio (Falco tinnunculus), la Sterpazzola (Sylvia communis), il Torcicollo (Jinx torquilla), il Verdone (Carduelis chloris). A stretto contatto delle acque del fiume Sesia nidificano sulle ampie distese di ghiaia prospicienti le località boschive in esame la Ballerina bianca (Motacilla alba), il Corriere piccolo (Charadrius dubius), il Fraticello (Sterna albifrons) e la Rondine di mare (Sterna hirundo). Proprio di fronte il Bosco dei Preti un’isola sabbiosa ospita la colonia di Rondine di mare più fiorente della pianura novaro-vercellese, con una quindicina di coppie nidificanti (1996 e 1997).
Non solo durante la stagione riproduttiva gli uccelli colonizzano il comprensorio forestale di Carpignano Sesia. Anche in inverno si possono contattare svariate specie giunte qui dal Nord Europa o dalle Alpi a svernare. Ricordo la Beccaccia (Scolopax rusticola), la Cesena (Turdus pilaris), IL Lucherino (Carduelis spinus), il Migliarino di palude (Emberiza schoenichlus), la Passera scopaiola (Prunella modularis), il Pettirosso (Erithacus rubecula), la Peppola (Fringilla montifringilla), il Regolo (Regulus regulus), lo Sparviere (Accipiter nisus), lo Scricciolo (Troglodytes troglodytes), il Tordo sassello (Turdus iliacus), il Verzellino (Serinus serinus), lo Zigolo muciatto (Emberiza cia).
Il fiume Sesia rappresenta un’importante via naturale seguita da un nutrito numero di uccelli migratori. Così nell’ambiente di golena tra Carpignano e Ghislarengo si concentrano in autunno ed in primavera molte specie che fanno scalo per rifocillarsi.
Svariate anatre di superficie come Alzavola (Anas crecca), Codone (Anas acuta), Fischione (Anas penelope), Germano reale (Anas platyrhynchos) e Marzaiola (Anas querquedula); anche Moriglioni (Aythya ferina), Svassi piccoli (Podiceps nigricollis), Tuffetti (Podiceps ruficollis) e Cormorani (Phalacrocorax carbo). L’asta fluviale attira anche rapaci come: Falco pescatore (Pandion pandion), Falco di palude (Circus aeruginosus), Nibbio bruno (Milvus migrans), ma soprattutto Falchi cuculi (Falco vespertinus), abbondanti in maggio (non è raro vederne anche venti insieme, cacciare insetti a pelo d’acqua).
I boschi accolgono migratori artici e mitteleuropei come Luì grosso (Phylloscopus trochilus) e Balie nere (Ficedula hypoleuca), ma anche migratori alpini come il Fiorrancino (Regulus ignicapillus).
Insomma il complesso boschivo del Bosco dei Lupi e del Bosco dei Preti di Carpignano Sesia, con i relativi ambienti golenali del fiume Sesia, sono un vero paradiso per gli uccelli che vivono o transitano sulla pianura padana occidentale. Per questo deve essere ad ogni costo preservato così come lo vediamo ora, pena la perdita di uno dei siti più strategici, insieme  a tutto il basso corso del Sesia, per la tutela del nostro patrimonio ornitologico.

Periodi consigliati per il birdwatching

In qualsiasi periodo dell’anno è possibile praticare un proficuo birdwatching.

Curiosità

In questa zona è possibile osservare una bellissima farfalla, il Papilionide Zerynthia polixena. Questa farfalla presenta una sola generazione all’anno, all’inizio della primavera, ed è il più interessante lepidottero del nostro teritorio, divenuto raro o addirittura scomparso in molte regioni e per questo in pericolo di estinzione. L’alimento principale del suo bruco è la velenosa Aristolochia.

 

(*) Testo di Lucio Bordignon tratto dalla pubblicazione “L’ambiente naturale lungo il corso medio del fiume Sesia” –  Edito dal WWF Gruppo locale di Carpignano Sesia e dal Comune di Carpignano Sesia – 1998.