Palude di Casalbeltrame

Caratteristiche generali dell'area
La Riserva Naturale della Palude di Casalbeltrame è localizzata in una posizione intermedia fra i fiumi Ticino e Sesia e comprende complessivamente un territorio di 640 ettari tra i Comuni di Casalbeltrame, Biandrate e Casalino (Provincia di Novara).
La riserva si divide in:
a) un’area classificata “Riserva naturale Speciale” in ragione della presenza di particolari specie avifaunistiche (circa 10 ettari)
b) una fascia di territorio circostante ed adiacente classificata “Riserva Naturale Orientata” (630 ettari), che è quasi esclusivamente coltivata a riso.
La Riserva è delimitata a Ovest dalla strada comunale Fisrengo-Casalbeltrame che costeggia la Roggia Busca, a Nord dalla strada poderale che raggiunge la cascina Marangana, a Est dalla strada comunale Ponzana-Marangana e a Sud dalla strada comunale Casalbeltrame-Casalino.
La storia
L’area occupata attualmente dalla palude di Casalbeltrame risulta essere stata terreno coltivato fino al 1964, anno in cui venne affittata da privati e destinata ad “appostamento fisso di caccia”, con la costruzione di appositi ripari, anche se si ritiene che almeno un settore limitato, della Riserva Naturale Speciale, sia stata interessata in passato da forme stabili di impaludamento o di ristagno. Infatti antiche mappe comunali e recenti riscontri podologici accreditano l’esistenza nella zona di Casalbeltrame di estesi fenomeni di impaludamento. Dal 1968, per iniziativa degli affittuari, che vi avevano creato una zona umida a scopi venatori, divenne “Oasi di protezione faunistica”. Nel 1974 la Società Italiana di Caccia Fotografica rilevò il contratto di affitto e, successivamente, nel 1977, la gestione passò al F.A.I. ( Fondo per l’Ambiente Italiano), e, grazie alla Legge Regionale 17 ottobre 1979 n.60 art.8), l’area divenne un’oasi di protezione e di rifugio per la fauna stanziale e migratoria con divieto assoluto di caccia nella tenuta e per una superficie di circa 180 ettari. Fino al 1983 il F.A.I. gestì a scopi didattici e naturalistici l’area, provvedendo a costruire una recinzione, torri di avvistamento e capanni, che, purtroppo, vennero sistematicamente danneggiati da ignoti. Infine il Consiglio Regionale, nell’imminenza dello scadere del contratto con il F.A.I., nell’ottobre 1983 pose sotto tutela quale Riserva Naturale l’Oasi di Casalbeltrame, affidandone la gestione al Parco Naturale delle Lame del Sesia.
Nel 1993 L’Ente Parco Lame del Sesia approvò il progetto esecutivo di riconversione naturalistico-ambientale della Palude di Casalbeltrame.
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Il progetto di riconversione ambientale del 1993
Nel 1993 vennero effettuati i lavori di riconversione ambientale dell’area, prevedendo la creazione di condizioni ulteriormente favorevoli all’insediamento dell’avifauna presente, nell’ottica di ricevere anche altre specie di interesse; vennero definite tre zone allagate a diversa profondità (da pochi cm. fino ad 1.50 m circa), opportunamente sagomate nella superficie e nella forma geometrica, con vegetazione selezionata e mirata al microambienti umidi ricreato. Fu creato un percorso didattico che permettesse la fruizione da parte del pubblico, toccando tutte e tre le aree della palude; e, per favorire l’osservazione da parte dei visitatori, venne creato un capanno della superficie di circa 200 mq, tra i due specchi più profondi.
Gli interventi effettuati nella Riserva hanno sicuramente apportato, grazie ad un piano naturalistico ben strutturato e particolareggiato, un arricchimento delle specie originariamente presenti. Bisogna purtroppo far rilevare che alcune falle nella progettazione idraulica hanno reso nullo o quasi il ricircolo dell’acqua all’interno delle raccolte principali; in aggiunta, a causa di errori durante la costruzione del capanno, il piano subacqueo previsto, ad elevatissima valenza didattica, risulta essere ora sommerso, inutilizzabile e di difficile recupero.
Il percorso di visita
Il primo ambiente che si incontra è il prato umido, poco visibile all’inizio del sentiero, la zona in cui verranno effettuati alcuni interventi per evitare l’interramento
Proseguendo lungo il sentiero si incontrano i due specchi d’acqua che recentemente sono stati ampliati ed approfonditi per favorire le comunità di Odonati (libellule) e Anfibi; e, dopo una pausa di osservazione, si arriva al capanno principale di osservazione, dotato di schermature con feritoie per permettere l’osservazione e la fotografia.
Dall’interno del capanno è possibile osservare le specie presenti sul lago, senza creare disturbo. Le vetrate sono state posizionate in maniera obliqua rispetto alla parete, per evitare il riflesso del sole; dal capanno si gode di un punto d osservazione privilegiato, in quanto è possibile vedere numerosi animali nella porzione principale, ma anche altri nella zona più piccola del lago, dove la profondità è minore e favorisce la presenza di specie diverse.
Sull’isola prospiciente al capanno è possibile osservare numerosi uccelli posati tra le fronde degli alberi, come Cormorani e Nitticore
Per birdwatchers e fotografi naturalistici sono disponibili altri capanni di piccole dimensioni utilizzabili per l’osservazione e l’appostamento fotografico.
All’esterno del capanno è possibile osservare la telecamera wireless, che invia le immagini della situazione sul lago in tempo reale alla sede del Parco. Una volta usciti dal capanno è possibile proseguire lungo il sentiero che costeggia la parte sinistra del prato umido, dove sono posizionate le reti di cattura, che termina in un piccolo bosco di Olmi e fare quindi ritorno verso l’uscita.
Flora
La fascia alberata che cinge gran parte della Palude, separandola e proteggendola dalle circostanti risaie, è costituita soprattutto da Salici, Pioppi e Farnie. All’interno, preceduto da una fascia di transizione, si trova il canneto in cui vi prevalgono la Cannuccia di palude e la Tifa accompagnate da altre specie tipiche di ambienti umidi. Date le caratteristiche di accentuata umidità della zona, prevale l’elemento igrofilo, ai margini dei bacini perennemente inondati si è sviluppata la tipica flora del canneto, con prevalenza della Cannuccia di palude, della Lisca maggiore e dei Giunchi, accompagnati dal tipico corredo erbaceo di questi ambienti quali la Salcerella e il “Non ti scordar di me”. L’elemento legnoso vede la prevalenza del Salice bianco ma hanno discreta consistenza, più lontano dalle acque, anche i Pioppi bianchi, gli Ontani neri, gli Olmi e le Farnie; consistente è la presenza del Salice cinereo, tipica essenza dei boschi umidi.
Anfibi e rettili
Di notevole interesse la fauna minore, rappresentata per i rettili dalle cosiddette “bisce d’acqua”, le natrici (Natrix natrix e N. tassellata), dal Biacco, da Ramarri e Lucertole; per gli anfibi vi è la presenza del Rospo comune delle Rane verdi. La Riserva offre riparo a queste specie che, soprattutto gli anfibi, sono in diminuzione nelle zone coltivate a causa della scomparsa delle zone umide naturali.
Mammiferi
Le principali specie di mammiferi presenti sono la Volpe, il Silvilago, la Nutria ed il Toporagno comune.
Uccelli
La palude costituisce l'habitat ideale di numerose specie di uccelli acquatici stanziali e nidificanti, nonché luogo di sosta delle specie migratorie che percorrono la fascia tra il Ticino e la Sesia. Tra le numerose specie è da sottolineare la presenza di quasi tutte le specie della famiglia degli Aironi, tra cui il Tarabuso, il Tarabusino e l’Airone rosso, numerosi rapaci diurni, tra cui il Falco di Palude che si riproduce nella Riserva, il Gufo comune, il Picchio verde e il Picchio rosso maggiore. Sono numerose anche le specie di uccelli acquatici, tra cui l'Alzavola, la Gallinella d'acqua e il Tuffetto; e altre specie come la Spatola, la Cicogna bianca, l’Ibis sacro e il Cavaliere d'Italia.All’interno della Riserva è attiva una stazione di inanellamento, gestita dalle Guardie del Parco delle Lame del Sesia, che registrano le catture delle varie specie e monitorano la presenza di migratori. Grazie alla loro passione ed al loro lavoro l’elenco delle specie ornitiche è da ritenersi completo. Nel decennio 1996-2006 sono state censite 97 specie.

Il testo è tratto dalla "Guida alla Riserva Naturale della Palude di Casalbeltrame" di Elisa Riservato
A cura dell’Ente Parco Lame del Sesia
Per Informazioni:
Ente Parco Lame del Sesia e Riserve
Via XX Settembre, 12
13030 ALBANO VERCELLESE (VC)
Tel.: 0161-73112
Sito: http://www.lamedelsesia.vc.it/

