Garzaia di Casaleggio
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Caratteristiche generali dell'area
L’area è situata nelle immediate vicinanze dell’abitato di Casaleggio Novara. Il bosco è costituito da un popolamento quasi puro di Robinia ad alto fusto. Il lato meridionale e quello orientale del bosco sono delimitati da un canale di irrigazione alimentato da un fontanile (Fontana S. Antonio) che prende origine dall’angolo nord-est del biotopo.
Il bosco che ospita la garzaia è adiacente a un laghetto di pesca sportiva.
Come raggiungerla
Dall’abitato di Casaleggio Novara si imbocca la strada che porta a Castellazzo Novarese. Circa 100 metri dopo aver superato il passaggio a livello della ferrovia Novara-Biella, si prende la strada a destra che conduce ai laghetti di pesca sportiva. Cento metri dopo aver superato il confine dell’ultimo laghetto si prende a sinistra una stretta sterrata che conduce al bosco che ospita la garzaia.
Si può raggiungere la garzaia anche proseguendo sulla strada asfaltata in direzione di Castellazzo. Circa 100 metri dopo da curva verso sinistra posta alla fine dell’abitato di Casaleggio, si imbocca la strada sterrata che si trova sulla destra. La stadina presenta subito un bivio: prendendo a sinistra si giunge alla Chiesa di Sant’Antonio, purtroppo diroccata e visitabile solo dall’esterno, mentre prendendo a destra si giunge alla Garzaia.
Specie osservabili
La garzaia di Casaleggio ospita una importante concentrazione di nidi di ardeidi. Le principali specie presenti sono la Nitticora (almeno 263 coppie nel 2000)*, la Garzetta (almeno 374 coppie nel 2000)* e l’Airone cenerino (almeno 63 coppie nel 2000)*.
Altre specie frequentano comunque la garzaia, pur senza che vi sia certezza di nidificazione. Tra queste, seppur sporadica, la Spatola, osservata anche quest’anno involarsi dalla garzaia.
Nei terreni circostanti il piccolo bosco si possono osservare le specie tipiche della risaia, quali Gallinella d’acqua, Germano reale, Cavaliere d’Italia e molte specie di limicoli, particolarmente nei periodi migratori.
Tra i rapaci è frequente la poiana, soprattutto nel periodo invernale, mentre il Gheppio nidifica tra i ruderi della Chiesa di Sant’Antonio.
(*) Dati raccolti da GPSO e personale Parchi Regione Piemonte coordinato da Mauro Fasola e pubblicati nella Relazione Finale “Sviluppo di un sistema nazionale delle ZPS sulla base della rete delle IBA (Important Bird Areas)” – Ariel Brunner, Claudio Celada, Patrizia Rossi, Marco Gustin, LIPU/BirdLife Italia – Progetto commissionato dal Ministero dell’Ambiente, Servizio Conservazione della Natura.