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Miti e leggende


Una delle più antiche rappresentazioni grafiche di un volatile si può trovare su una parete della grotta di Lascaux (Francia) e risale a circa 15.000 anni fa; si tratta in verità del corpo di un uomo con la testa d'uccello, forse un segno di come i nostri antenati venerassero queste creature come esseri superiori, quasi delle divinità onnipotenti in grado di spostarsi agevolmente da un luogo all'altro.
L'intera mitologia appartenente alle più svariate regioni del mondo - Grecia, Arabia, Cina, America - è ricchissima di leggende in cui l'uccello compare con caratteristiche di eccezionalità; basti citare la mitica Fenice, l'uccello che rinasceva a vita nuova dalle sue ceneri, oppure Garuda - sacro al dio Visnù - un enorme divinità che si ciba di serpenti ed è in grado di scatenare tempeste. A queste leggende vanno aggiunti anche i totem alati degli aborigeni del Nord America, raffiguranti con estrema efficacia l'Uccello di Tuono, o i miti Australiani concernenti l'Uccello Casuario, assai simile allo Struzzo, molto veloce negli spostamenti: si crede che alcuni stregoni aborigeni abbiano la capacità d'incarnarsi in quest'uccello, potendo comparire qui e là repentinamente.
La presenza di queste mitiche qualità ha fatto sì che a molti uccelli venissero associate particolari doti: l'aquila, simbolo di forza e potenza; il gufo, emblema della saggezza; il pellicano, assurto a simbolo della carità cristiana, perchè nel Medioevo si credeva che nutrisse i piccoli col proprio sangue.