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Il volo

 


I concetti di portanza, spinta e manovrabilità sono alla base del volo  e sono strettamente correlati alla foma di ali e coda: il miglioramento di una di queste proprietà agisce spesso negativamente su una o entrambe le altre due. Senza addentrarci in complicate descrizioni di tecnica aeronautica, si può comunque affermare che una forma dell'ala stretta e lunga (tipica di molte specie migratrici, come rondini e rondoni) è senza dubbio più efficiente dell'ala corta e larga, più adatta a garantire una notevole accelerazione, necessaria per sfuggire ad eventuali predatori: è questo il caso di uccelli che vivono abitualmente a terra (quaglie, pernici) e che spiccano il volo solo per non essere predati, rimanendo in aria per brevi periodi.
Del pari, anche la forma della coda è importante: la coda corta è infatti più efficiente sotto il profilo aerodinamico, mentre quella lunga permette una più ampia manovrabilità.
La varietà di forme esistenti sia per le ali che per la coda consente tecniche di volo assai diverse: basti pensare alla diversità che intercorre tra il volo veloce e rettilineo degli Anatidi, fatto di movimenti energici, e quello degli uccelli da preda, che sfruttano le correnti ascensionali, battendo le ali al minimo possible. E come non stupirsi davanti al colibrì, perfetta simulazione di un elicottero, in cui il peso di pochi gammi ed i battiti velocissimi delle ali consentono una vasta gamma di movimenti, dal rimanere sospesi a mezz'aria sino alla possibilità di spostarsi avanti o indietro?
Meraviglie di una macchina da volo perfetta quale l'uccello, tanto da stimolare un genio come Leonardo ad intraprendere una serie vastissima di studi che ancor oggi sono un valido spunto per schiere di ingegneri aeronautici. L'ossessione quasi maniacale di Leonardo per il volo è comprovata dai numerosi schizzi, disegni e progetti compendiati nel "Codice sul volo degli uccelli", pubblicato a Firenze nel 1505.