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Gli habitat

L'habitat degli uccelli è dato da una complessa interazione tra le specie che lo popolano, la vegetazione, le condizioni climatiche, la disponibilità di alimento e la presenza dei predatori; a questa somma di fattori si associa poi il concetto di "nicchia ecologica" che consente a più specie, anche con uguali abitudini alimentari, di convivere con successo all'interno dell'habitat stesso.
La notevole adattabilità degli uccelli ha fatto sì che queste creature siano riuscite a colonizzare quasi tutti gli ecosistemi terrestri, dalle sabbie desertiche sino ai ghiacci polari, ricavando all'interno di ogni habitat e di ogni nicchia condizioni peculiari adatte ad ogni specie: tanto per fare un esempio, tra i molti uccelli insettivori che vivono nei boschi e nelle foreste, possiamo prendere in considerazione il tordo, che vive e si nutre a terra, lo scricciolo che si procura gli insetti svolazzando da un cespuglio all'altro, il pigliamosche che invece afferra le prede lanciandosi su di  esse in volo e così via. Insomma, le diverse strategie di alimentazione fanno sì che tutti questi uccelli possano sopravvivere in un solo habitat, il bosco, ma in nicchie diverse (sottobosco, cespugli, alberi ecc.) . L'esempio più famoso dell'adattamento di particolari specie alle nicchie è rappresentato dai Fringillidi scoperti da Charles Darwin durante un suo viaggio del 1835 alle Galapagos; dalle sue osservazioni, egli determinò che tutti i Fringuelli presenti su queste isole discendevano da una sola specie, cioè il Fringuello granivoro terricolo, ma nel corso dei secoli si erano naturalmente differenziati seguendo diverse linee evolutive, in forza della capacità di sfruttare le numerose nicchie non abitate da altri granivori di terra.
Per sfruttare appieno le potenzialità delle varie nicchie, ogni specie ha sviluppato caratteristiche di forma e dimensione diverse per alcune parti anatomiche fondamentali, quali il becco e le zampe, che costituiscono perciò un elemento immediato di comprensione delle abitudini alimentari dei vari uccelli.
Anche in questo caso, possiamo prendere in considerazione il becco adunco dei rapaci, ideale per strappare brandelli di carne dalle prede, o quello voluminoso del pellicano, con la sua dispensa portatile di pesce, o ancora quello del Fringuello, adatto a spezzare anche i semi più coriacei; se invece pensiamo alle zampe, possiamo agevolmente vedere come le zampe palmate degli uccelli acquatici siano indispensabili per muoversi agevolmente in laghi e stagni, mentre la foggia forte e robusta delle zampe del tordo sia ideale per spostare e rovistare tra le foglie in cerca d'insetti.
E, come sempre accade nell'evoluzione, l'estrema adattabilità di una specie è la chiave per la sopravvivenza della stessa.