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Le migrazioni

Da sempre, nei paesi dell'Europa occidentale, l'arrivo delle rondini segnala l'approssimarsi della Primavera e la loro partenza annuncia l'Autunno ormai alle porte;  questo perchè  i flussi degli uccelli che percorrono queste rotte di migrazione - tra i più importanti sulla Terra -  sono un segnale caratteristico dei cambiamenti stagionali. Alla stagionalità - e quindi alla maggiore o minore disponibilità di cibo ed alla durata giornaliera della luce  - è infatti strettamente connessa la necessità per gli uccelli di migrare per trovare condizioni più favorevoli di vita.
Non tutti i volatili sono migratori, alcuni sono stanziali e perciò trascorrono tutta la loro esistenza ancorati all'habitat in cui sono nati; tuttavia circa la metà delle specie esistenti si sposta verso altri paesi, a volte percorrendo lunghissime distanze in un'unica  trasvolata oppure in più tappe.
Molti uccelli migrano in solitario, ma più frequentemente si associano in stormi, per ovvi motivi di maggior sicurezza contro gli attacchi dei predatori  e, specie per i giovani, per sfruttare le esperienze di orientamento e riconoscimento delle rotte che i più esperti già posseggono. Le migrazioni possono essere notturne (tordi, silvie, pigliamosche) oppure avvenire alla luce del giorno: tipici esempi di questi voli diurni sono gli Anatidi, le Rondini, le Pispole, gli Storni ed i Fringillidi.
Quello che veramente lascia stupefatti è la capacità di orientamento assolutamente infallibile di queste creature: si pensa che molti uccelli si orizzontino seguendo il sole e le stelle, ma soprattutto che siano dotati di un orologio interno che fornisce loro importanti informazioni sul momento opportuno per iniziare la migrazione, sulle distanze e le rotte da percorrere e così via. Studi recenti hanno meso in luce anche la capacità di alcune specie (per es. i Beccafichi) di percepire le onde generate dal capo magnetico terrestre, mediante una serie di movimenti del capo precedenti il volo stesso.

Al di là di queste doti congenite, anche le esperienze di voli precedenti sulle stesse rotte e la capacità di osservazione di altri esemplari sono utilissime per attuare con successo una migrazione.
Come detto in precedenza, alcune specie, come gli uccelli limicoli, effettuano migrazioni anche lunghissime senza neppura una sosta, mentre altri, come gli uccelli canori,  effettuano voli di circa 300 km. al giorno, fermandosi se le condizioni climatiche sono sfavorevoli. In assoluto il record di resistenza e chilometraggio spetta alla Sterna artica, capace di trasferirsi per svernare dall'Artico all'Antartide!
Le rotte migratorie che sorvolano l'Europa corrono un po' dappertutto, ma in particolar modo lungo le coste; per passare da un continente all'altro vengono preferiti i bracci di mare di estensione ridotta, come il Bosforo o Gibilterra; in alternativa, spesso gli stormi scelgono di valicare il Mediterraneo sorvolando le nostre isole maggiori.