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La Provincia di Novara ha oggi una superficie di 1339 kmq e ospita una popolazione di 343.000 abitanti. A differenza di altre province dell’Italia settentrionale, quella di Novara – che amministrativamente sino al 1859 (Decreto Rattazzi) comprendeva Vigevano e la Lomellina, sino al 1926 i territori delle attuali province di Vercelli e Biella e sino al 1992 il territorio dell’attuale provincia del Verbano Cusio Ossola – ha mantenuto uno sviluppo economico complessivamente equilibrato. Pur se lo sviluppo industriale ha pesantemente modificato parte del territorio, l’attività agricola, favorita dalla fertilità del suolo e dalla possibilità di irrigazione, ha conservato una importanza e una diffusione certamente non trascurabili. La vasta superficie provinciale ancora destinata alle coltivazioni (riso, mais, frumento, vite, foraggere) e al bosco consente la sosta e la nidificazione di numerose specie di uccelli e rende il territorio novarese particolarmente adatto al birdwatching. Complessivamente, dal 1850 ad oggi, in provincia di Novara sono state osservate 264 specie di uccelli. Tra queste, due, Ibis sacro e Colino della Virginia, sono specie esotiche ormai naturalizzate (appartenenti alla cosiddetta categoria C): con il Panuro di Webb/golacenerina nidificante nel confinante territorio lombardo rappresentano un ambìto target anche per numerosi birders nordeuropei.
AREE INTERESSANTI PER IL BIRDWATCHINGLa risaiaI 35.000 ettari di risaie che caratterizzano la “bassa” ospitano in inverno numerose specie, tra cui Airone bianco maggiore (Casmerodius albus), Gufo comune (Asio otus), Albanella reale (Circus cyaneus), Ibis sacro (Threskiornis aethiopicus), Averla maggiore (Lanius excubitor), Peppola (Fringilla montifringilla) e varie specie di Anatidi. Le risaie rappresentano anche un importante e vitale sito per la sosta di limicoli e aironi in migrazione. I cicli agricoli impongono che i campi vengano allagati alla fine di marzo, proprio nell’imminenza dell’inizio del passo dei limicoli, che dalla prima settimana di aprile prosegue sino alla metà di maggio. La città di Novara si trova al margine orientale della zona delle risaie. Data la superficie dell’area, gruppi di limicoli possono essere individuati quasi ovunque. L’auto è essenziale, per due o tre risaie ospitanti gruppi di limicoli ce ne possono essere decine di altre in cui non si osserva nulla, e nessuno è certo di quale possa essere la risaia o la zona migliore. Le risaie poste a sud e ad ovest di Novara sono probabilmente le più produttive per i birdwatchers. L’abbondanza di cibo fornita dalle risaie ha determinato nei boschetti superstiti la nascita di numerose garzaie -luoghi dove ardeidi e ciconiformi nidificano in colonia- quattro delle quali risultano di grande rilievo anche per quanto riguarda il numero di coppie nidificanti. Durante la primavera e l’estate, le nove specie di Ardeidi nidificanti possono essere facilmente osservate tutte in un giorno insieme ad alcune specie di Ciconiformi, a diverse specie di Rapaci diurni e a Passeriformi quali il Rigogolo (Oriolus oriolus). Le risaie si rivelano estremamente importanti anche per la nidificazione di specie come la Pavoncella (Vanellus vanellus), il Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), il Falco di palude (Circus aeruginosus), il Tarabuso (Botaurus stellaris), la Sterna comune (Sterna hirundo) e il Mignattino piombato (Childonias hybridus). Altre specie che possono essere osservate sono la Cicogna bianca (Ciconia ciconia), il Falco cuculo (Falco vespertinus) e altri rapaci tra cui il Nibbio bruno (Milvus migrans), il Lodolaio (Falco subbuteo), il Biancone (Circaetus gallicus) e l’Albanella minore (Circus pygargus), varie specie di limicoli, i Gruccioni (Merops apiaster), e piccoli numeri di passeriformi come l’Averla piccola (Lanius collurio), il Canapino (Hippolais polyglotta) e l’Usignolo (Luscinia megarhynchos). Le risaie del novarese ospitano una piccola, ma crescente, popolazione del già citato Ibis sacro (Threskiornis aethiopicus). Questa specie può essere osservata molto facilmente nelle risaie attorno all’abitato di Casalbeltrame, dove recentemente ha occupato un nuovo sito, iniziando a nidificare in una garzaia situata alla periferia del paese in direzione di Biandrate. In inverno gli Ibis sacri possono comunque essere facilmente osservati nei campi e nelle risaie ai lati delle strade minori in tutta l’area compresa tra San Pietro Mosezzo e Casalvolone. A Casalbeltrame esiste inoltre una piccola, ma importante, riserva naturale.
Novara e le sue aree limitrofeLa città di Novara trae beneficio dall’essere situata in mezzo alle risaie, rispetto alle quali rappresenta un elemento di discontinuità in quanto i parchi cittadini ed i giardini provvedono ad una rottura delle estese aree umide coltivate. Di particolare nota sono i dormitori invernali di Gufo comune (Asio otus) in centro città, i grandi numeri di Rondone maggiore (Tachymarptis melba) nidificante in estate -facilmente osservabili in centro città particolarmente in Agosto/Settembre quando i Rondoni comuni (Apus apus) sono già partiti- e la coppia di Falco pellegrino (Falco peregrinus). I Codirossi spazzacamino (Phoenicurus ochruros) sono ubiquitari. Nei parchi cittadini sono ospitate anche coppie nidificanti di Codirosso (Phoenicurus phoenicurus), Verzellino (Serinus serinus) e piccoli numeri di Silvidi. In inverno, si osservano individui svernanti di Lucherino (Carduelis spinus) e piccoli numeri di Turdidi.
Corso del Ticino e corso del SesiaIl corso del fiume Ticino è in provincia di Novara interamente tutelato dal Parco del Ticino. E’ possibile raggiungere il fiume da vari accessi situati ad esempio nei comuni di Oleggio, Bellinzago e Cameri, mentre il corso del fiume Sesia, situato a ovest di Novara, è tutelato dal Parco delle Lame del Sesia solamente nel territorio di San Nazzaro Sesia. Queste aree sono caratterizzate dal corso dei due fiumi (che trasportano acque meteoriche dalle Alpi) e da tratti di antichi boschi che ne seguono il corso. Durante la stagione invernale queste aree possono ospitare interessanti numeri di Airone bianco maggiore (Casmerodius albus), stormi di Migliarino di palude (Emberiza schoeniclus), Spioncello (Anthus spinoletta), Picidi incluso il Picchio rosso minore (Denrocopos minor), Rapaci tra cui l’Astore (Accipiter gentilis) e l’Albanella reale (Circus cyaneus), Fringillidi e Paridi. La primavera e l’estate sono caratterizzate dall’arrivo sia delle specie migratrici che dei Passeriformi nidificanti. I boschi lungo Ticino e Sesia ospitano anche il Colino della Virginia, specie introdotta a scopo venatorio attorno alla metà del secolo scorso e perfettamente acclimatatasi nel novarese. Questi uccelli sono facilmente osservabili in inverno ed agli inizi della primavera, mentre diventano molto difficili da indiduare in estate. In inverno, gli uccelli formano piccole brigate mentre in primavera è possibile ascoltarne i canti e i richiami. Un’altra area dove è possibile osservare il Colino è la valle del torrente Strona tra Sizzano e Fara Novarese. Ai boschi della valle lungo il fiume si accede da Sizzano o dalla strada che da Fara Novarese conduce a Barengo.
Lago Maggiore e Lago d’OrtaNella stagione invernale sul Lago Maggiore si osserva un sorprendente schieramento di uccelli acquatici, nonostante la distanza dal mare sia notevole. Il luogo è particolarmente interessante per gli svassi -compreso lo Svasso piccolo (Podiceps nigricollis)-, i Laridi e gli Anatidi marini compresi Orchi e Orchetti (Melanitta spp.) e il Quattrocchi (Bucephala clangula). Il lago può essere scrutato dai birders da un gran numero di punti compresi tra Arona e Stresa. In periodo migratorio, i canneti di Dormelletto (e quelli di Fondotoce, situati più a settentrione) attirano, come magneti, moltitudini di uccelli in migrazione, o anche quelli che hanno semplicemente attraversato le Alpi. In autunno migliaia di Rondini (Hirundo rustica) formano i propri dormitori al tramonto in questi siti e a questi si aggiunge inoltre un buon passaggio di Pendolini (Remiz pendulinus) e di Migliarini di palude (Emberiza shoeniculus). In estate, il Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus) e le altre specie di cannaiole possono essere avvistate e ascoltate.
Le aree collinari e il MottaroneI territori che dalla fascia dei vigneti, il cui limite settentrionale è rappresentato dalla strada che collega Romagnano Sesia con Arona, giunge sino al confine settentrionale della provincia e quindi al Mottarone sono ricchissimi di boschi e mostrano un netto contrasto ambientale con la pianura a meridione. In quest’area, oltre alle specie tipiche degli ambienti boschivi collinari, sono presenti la Cicogna bianca (Ciconia ciconia) e la Cicogna nera (Ciconia nigra), quest’ultima nidificante regolare sia pure con pochissime coppie. Il Mottarone è il monte più alto e il punto situato più a nord della provincia di Novara. È possibile arrivarci agevolmente da Armeno in auto o prendendo la funivia da Stresa, mentre il Monte del Falò è raggiungibile sempre da Armeno. Durante i mesi invernali il Sordone (Prunella collaris) può essere facilmente osservato intorno alle stazioni sciistiche sul Mottarone insieme ad esemplari di Corvo imperiale (Corvus corax) e ad occasionali stormi di zigoli. I boschi di conifere ospitano il Regolo (Regulus regulus), il Fiorrancino (Regulus ignicapillus) e la Cincia dal ciuffo (Lophophanes cristatus) mentre nei boschi di caducifoglie, situati più in basso, si osservano importanti numeri di Peppole (Fringilla montifringilla), Lucherini (Carduelis spinus) ed altre specie boschive. In estate il bosco ospita anche il Luì verde (Phylloscopus sibilatrix) e il Luì bianco (Phylloscopus bonelli).
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Il territorio






