Mezzogiorno nella salina
Un sole implacabile trafigge il sottile velo d’acqua che si ritrae, sempre più denso e caldo, lasciando affiorare merletti di sale. La piatta superficie lentamente soccombe a quell’abbraccio rovente, trasformandosi in solido cristallo ed in etereo, invisibile vapore. Cumuli abbaglianti rifrangono e moltiplicano quella pioggia di luce in infiniti riverberi, in miriadi di scintille.
Non c’è scampo, per l’ombra, in questo luogo.
La salina, nel mezzodì, celebra il trionfo della luce, e tutto ciò che le si contrappone, chiamala tenebra, oscurità, caligine o, semplicemente, ombra, è irrimediabilmente sconfitta.
Nel tremolio della distanza, la visione si distorce e crea figure fantastiche. Le immagini deformate danzano, si accrescono, si spalmano. E così, sottili schiere di esili fenicotteri appaiono come colorati drappelli di giganti, ritornati dal tempo del sogno. Le movenze sinuose dei loro colli sono gesti di saluto o di invito, rivolti al tuo sguardo ipnotizzato. Vorresti raggiungerli, seguirli, conoscere cosa c’è nei luoghi che ti stanno indicando.
Ma non riesci a muoverti. Anche i tuoi piedi sono di sale, le tue gambe sono di sale.
Vorresti volare là, dove quei giganti innocenti inscenano la loro danza, ma il tuo essere è prigioniero del tuo corpo. E allora ti senti oltraggiato. Desolatamente impotente, come l’ombra schiacciata da quella luce impietosa.
Con gli occhi ridotti ad impercettibili fessure, cerchi qualche altra presenza viva in quel mondo splendidamente minerale. Ed allora ti accorgi di un’isola rosa, nell’abbacinante distesa salmastra. La tonalità di colore è sublime, incantevole. Per un po’ tenti di capire se è un miraggio, l’ennesimo scherzo di luce di un mondo in bilico tra sogno e realtà.
Ma alla fine ti convinci che è vero ed è così bello che ringrazi il cielo per questa visione.
In quell’angolo di salina, una moltitudine di piccolissimi esseri sta celebrando un rito d’amore collettivo. Rispondendo a misteriosi richiami, milioni di crostacei si sono radunati lì e fremono, danzano e si accoppiano assecondando istinti ancestrali. Milioni di minuscoli puntini rosa che impongono la loro legge cromatica al mondo, senza superbia né esitazione.
Il tuo pensiero vola alto e si chiede come possa, l’animo umano, così sensibile al bello, generare azioni che, invariabilmente, lo deturpano e lo annientano.
E mentre cerchi risposte, ammutolito e confuso da tanta luminosa bellezza, il tuo sguardo scivola nuovamente sui lontani signori della salina. Anch’essi, affascinati esattamente come te da quel colore che non consente indifferenza, hanno voluto appropriarsene per esibirlo nel loro piumaggio.
Ma l’hanno fatto con innocenza, nel rispetto della sobria legge della natura.
Autore: Mario Campanini
Illustrazione: Eugenio Bausola